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Quando il “falsario†è monopolista e svolge la sua attività per legge ecco che la sua attività cessa di essere furto e diventa “politica monetaria†mentre l’immissione in circolazione di nuove banconote create dal nulla viene salutata come “iniezione di liquidità per stimolare l’economiaâ€.

da La Voce del Gongoro

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La massoneria è Santoro, Travaglio, Grillo, Caselli che parlano sempre di mafia, ma non nominano mai la massoneria.

Prof. Paolo Franceschetti

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mercoledì, 09 aprile 2008, 16:38
Prima che qualche attivista di Greenpeace mi aggredisca, questo è il link all'articolo del Telegraph.

La notizia è questa: dai dati ufficiali sulle temperature della Climate Research Unit della Università of East Anglia emerge che nel periodo 1998-2005 la temperatura globale media non è cresciuta (anzi è un pò diminuita, anche se in maniera poco significativa).

[Modalità presa per il culo ON]
Infatti dal 1998 l'energia elettrica proviene esclusivamente da fonti rinnovabili, la gente va in giro a piedi o al massimo in bicicletta e si è tornati alla navigazione a vela per il commercio internazionale marittimo.
Certo, abbiamo dovuto fare qualche sacrificio, ma i risultati oggi ci danno ragione!
[Modalità presa per il culo OFF]
postato da Sintagm · permalink · commenti (1)
martedì, 08 aprile 2008, 05:46
E' insopportabile. Stamattina accendo la TV e al TG2 l'inviato da Gerusalemme ripropone ancora la vecchia bufala della famigerata frase attribuita Ahmadinejad ("cancellare Israele dalla mappa geografica").

Ricordiamo che invece in quel discorso il presidente iraniano parlava innanzitutto del regime sionista, e in secondo luogo non ha mai usato l'espressione "cancellare dalla mappa geografica".

ll testo originale in persiano era infatti questo:

Imam (Khomeini) ghoft (said) een (this) rezhim-e (regime) ishghalgar-e (occupying) qods (Jerusalem) bayad (must) az safheh-ye ruzgar (from page of time) mahv shavad (vanish).

In italiano suonerebbe così: "L'imam diceva che il  regime che sta occupando Gerusalemme deve scomparire dalla pagina del tempo."

Però dire che vogliono cancellare l'intero paese dalla mappa geografica, magari con una atomica, fa un altro effetto.
postato da Sintagm · permalink · commenti
domenica, 02 marzo 2008, 21:22
Sapevate che nel Medioevo faceva più caldo di adesso?

Questo grafico illustra la temperatura media della superficie del mare negli ultimi 3.000 anni:

Temperatura mare
Domanda: perché la temperatura è aumentata (ad esempio) dal 500 al 1000, se non c'erano le fabbriche ad inquinare?

Forse quest'altro grafico può aiutarci a capire da cosa dipende in realtà la temperatura del pianeta... Andamento della temperatura e attività solare:


Temperatura attività solare

Vedete la relazione tra attività solare e temperatura?

Chiudo con una simpatica vignetta:


Eric the red & Al Gore
postato da Sintagm · permalink · commenti (4)
domenica, 17 febbraio 2008, 00:29
Oggi mi sono imbattuto in questo articolo su Disinformazione (Videogiochi violenti: fabbrica di piccoli mostri) e non potevo esimermi dal commentarlo.

Che vi sia una correlazione diretta tra le stragi nelle scuole e nelle università, da Colombine al Politecnico in Virginia, e i videogiochi violenti che insegnano ad uccidere a sangue freddo, è stato dimostrato più volte, e non soltanto negli Stati Uniti (si pensi alla strage compiuta l’anno scorso da uno studente nel liceo finlandese di Jokela, a quella nel liceo Gutenberg di Erfurt nel 2002, ma anche all’omicidio di Meredith Kercher a Perugia, in cui la violenza era annunciata su MySpace e Facebook). In alcuni casi, come quello di due diciottenni di Detroit, che hanno ucciso un giovane che neanche conoscevano, bruciandone i resti, per imitare “Manhunt2” (caccia all’uomo), uno dei tanti videogiochi violenti, la correlazione è così diretta che molti hanno pensato di trascinare in tribunale non soltanto gli esecutori materiali degli omicidi, ma anche la Microsoft che è la principale produttrice di tali videogiochi, e possiede Facebook, mentre MySpace è di proprietà del magnate dell’informazione Rupert Murdoch.

Peccato che nell'introduzione di questo studio del 2007 si affermi che il 98,7% degli adolescenti si intrattiene con i videogiochi, il che significa che qualunque adolescente si renda colpevole di un episodio di violenza è con tutta probabilità anche un videogiocatore.
Tuttavia questo non dice nulla sulla relazione di causalità tra videogiochi e comportamenti violenti. E' come dire che c'è una correlazione positiva tra chi indossa dei vestiti e chi commette episodi di violenza: se escludiamo i crimini commessi su una spiaggia di nudisti, questo è sempre vero, ma non significa che dovremmo andare in giro nudi per non diventare violenti!

Senza contare che si mettono nello stesso calderone anche MySpace e Facebook: ma non si parlava di videogiochi? Poniamo caso che io annunci su questo blog la mia intenzione di fare una strage domani allo stadio. In quale universo parallelo questo potrebbe avere una qualche rilevanza in merito al presunto nesso di causalità tra videogiochi e violenza? E' troppo chiedere un pò di coerenza?

Il fatto poi che nessuno abbia intentato causa alla Microsoft o a Rupert Murdoch per i motivi esposti nell'articolo ci dovrebbe far capire quanto siano dimostrabili tali asserzioni in un'aula di giustizia, in un paese in cui gli avvocati non cercano altro che pretesti per intentare class actions e intascarsi cospicue percentuali sui risarcimenti.

Ma procediamo...

C’è da chiedersi: chi promuove i videogiochi “killer” ed a quale scopo? Inizialmente furono sviluppati dal Pentagono come “war games”, giochi di guerra, per insegnare a superare la soglia di inibizione naturale ad uccidere un altro essere umano, soprattutto nell’ambito della privatizzazione degli eserciti promossa dal vicepresidente americano Cheney e dalla sua “Revolution in Military Affairs”. Dopo il 2000, e con l’insorgere della crisi finanziaria dovuta alla bolla speculativa, i videogiochi violenti divennero un gigantesco business per la Microsoft e gli interessi della Silicon Valley. Prendiamo “Counterstrike” o “Halo 3” , che hanno avuto grande successo di mercato: appena uscirono la Microsoft intascò 170 milioni di dollari negli Stati Uniti. Non è possibile pensare che lanciare sul mercato videogiochi che inneggiano alla violenza, all’omicidio, soprattutto di stranieri, non persegua un disegno preciso.

Qui non c'è nemmeno bisogno di aggiungere nulla: ma non è che forse (forse, eh?) il disegno preciso sia fare quattrini? D'altro canto è l'autore a parlare di business e di 170 milioni di dollari!

Secondo l’economista e leader democratico americano Lyndon LaRouche, “l’intento è quello di privare intere nazioni della capacità di distinguere tra realtà e fantasia, tra bene e male. L’intento è quello di ridurre la popolazione mondiale, scatenando istinti omidici e suicidi, a meno di un miliardo di abitanti, dagli attuali 6,5 miliardi. E intendono farlo rapidamente. Ecco il perché di questa operazione, che diffonde i videogiochi per addestrare i giovani a uccidere e suicidarsi. Col dilagare dei ‘killer games’ sui computer, in Europa come negli Stati Uniti, assisteremo ad un fenomeno come quello dei terroristi suicidi in Medio Oriente”.  

Potrei scrivere per ore sul personaggio LaRouche (ricordo ancora la sua predizione del 2006, quando disse che l'economia sarebbe crollata "non oltre settembre, forse anche prima"), ma preferisco porre un semplice interrogativo: LaRouche ha delle prove, oppure dobbiamo prenderla solo come la sua opinione? E siccome di videogiochi violenti ne girano da oltre 10 anni per lo meno, non è che questo fantomatico piano per la riduzione demografica tramite i videogiochi sta miseramente fallendo?

Il giorno di Santo Stefano, l’avvocato Jack Thompson ha consegnato alla stampa un comunicato dal titolo “Un attivista dichiara guerra alla Dannata Alleanza tra il Pentagono e l’industria dei videogiochi”. Il comunicato punta il dito sulla “collaborazione” tra i produttori di videogiochi e alcuni sinistri soggetti del Pentagono, che è meglio analizzata nell'opuscolo prodotto dal LYM. Nel testo del comunicato si legge, tra l’altro: “Una delle conseguenze di questa collaborazione è il numero crescente di assalti omicidi nello stile tipico di un commando, condotti da giovani avvezzi ai videogiochi, come dimostra il recente massacro avvenuto in un supermercato di Omaha, nel Nebraska. Stando al Washington Post, lo studente Cho, dell’Istituto Tecnico della Virginia, era ossessionato dal videogioco militare CounterStrike.

Peccato che non sia stata rinvenuta nessuna traccia di videogiochi durante la perquisizione della stanza di Cho Seung Hui, e che il suo compagno di stanza abbia testimoniato di non averlo mai visto giocare a un videogioco (Warrant reveals no games in Cho Seung Hui's possession).

I ricercatori hanno dimostrato l’esistenza di effetti a lungo termine dell’immersione nella violenza interattiva. 

In realtà il già citato studio del Dottor Ferguson (2007) ha evidenziato come in 12 anni di ricerche solo 17 di esse hanno preso in considerazione le relazioni tra effettivi episodi di violenza (e non "pensieri aggressivi" o simili) e videogiochi. Inoltre le conclusioni di queste 17 ricerche non evidenzano un legame significativo tra videogiochi e violenza.

postato da Sintagm · permalink · commenti (1)